Progetto AMS-EGT: l’estensione all’ambito dei minori non tutelati
Si è conclusa, a metà giugno, la prima fase dell’estensione tematica del progetto AMS-EGT all’ambito dei minori non tutelati: i cinque workshop consultativi svolti hanno coinvolto il Tribunale per i Minorenni, la ASP ed i Servizi Sociali con l’obiettivo di snellire quei processi di lavoro, relativi ai casi di minori a rischio, che richiedono una collaborazione fra tali Enti.
Partendo dall’assunto che può essere cambiato solo ciò che si conosce in profondità, il primo passaggio è stato la codificazione del flusso di lavoro attuale, dalla segnalazione alla Procura della Repubblica alla chiusura del fascicolo stesso. Una simile ricostruzione – oltre ad essere un unicum, ad oggi, nel panorama italiano – ha permesso di analizzare in profondità il flusso di lavoro attuale, così come le informazioni in essi contenute e gli strumenti - i documenti utilizzati – atti alla loro condivisione.
Per passare dallo stato attuale allo stato desiderato, il gruppo di lavoro ha lavorato su vari concetti afferenti all’area del change management, quali l’importanza che ogni azione compiuta rappresenti un valore aggiunto per il minore e la caccia allo spreco, mirato non soltanto ad eliminare quello evidente ma a fare emergere – al fine di rimuoverlo - quello sommerso.
Una volta compresi e fatti propri questi concetti, il gruppo è stato in grado di completare due azioni fondamentali:
1. la creazione di nuovi modelli documentali, disegnati attraverso la condivisione del bisogno informativo fra i vari Enti (di quali informazioni ha bisogno ciascuno per assolvere il proprio lavoro in un’ottica di reale tutela del minore?)
2. un re-design del flusso stesso, rimodulato in termini di flusso del valore (come il processo può essere trasformato in un flusso di lavoro orientato al cliente finale – il minore?)
Valore aggiunto, durante le sessioni di workshop, è stata la presenza di un gruppo di lavoro concentrato su un obiettivo comune e motivato rispetto alla possibilità di apportare un reale cambiamento all’interno delle proprie organizzazioni. Le strategie di empowerment organizzativo – inteso come passaggio propedeutico all’introduzione di un cambiamento permanente nei processi lavorativi – sono state lo strumento che ha permesso ai partecipanti di raggiungere traguardi importanti, anche dal punto di vista personale: la possibilità di effettuare un salto di paradigma ha aperto la strada ad apprendimenti nuovi e comuni, risultato di un lavoro di squadra e di una condivisione progressiva dei punti di forza e debolezza del modello di lavoro di ciascuno.
E’ in corso, ad oggi, la definizione del gruppo pilota che, per primo, sarà formato all’utilizzo della piattaforma MDC - strumento informatico di coordinamento delle attività lavorative di proprietà di Finconcept.net - che permetterà di applicare all’interno dei Servizi quanto progettato nei workshop. Il prossimo passo sarà - dunque - a settembre, la sperimentazione del nuovo flusso di lavoro e dei nuovi modelli documentali creati.
